News from Brussels
L'ufficio di Bruxelles di Unioncamere Piemonte segue le iniziative, gli eventi e le opportunità di finanziamento dall'Europa di interesse del Sistema camerale e delle imprese piemontesi
Un nuovo studio della Commissione europea sulle capacità digitali dell'Unione europea oltre il 2027
30 Giugno 2026
La Commissione europea ha pubblicato uno studio commissionato dalla DG CNECT dal titolo "The EU’s Critical Digital Capacities: Deployment Beyond 2027", che analizza lo stato della trasformazione digitale dell'Unione europea in vista del prossimo Quadro finanziario pluriennale.
Il documento è il risultato di una serie di consultazioni con gli stakeholder e gli esperti e propone specifici approfondimenti relativi a ogni tecnologia strategica, sia per il settore pubblico che privato.
Il report evidenzia come l'Europa disponga di solide basi per lo sviluppo digitale, grazie a un ecosistema di startup in crescita, a un quadro normativo affidabile e a competenze consolidate in ambiti quali le soluzioni digitali sostenibili, l'open source e la protezione dei dati. Tuttavia, lo studio sottolinea anche la necessità di affrontare alcune criticità che limitano la competitività europea.
Tra le principali sfide individuate figurano investimenti insufficienti nelle tecnologie digitali strategiche, la carenza di competenze specialistiche e la frammentazione del mercato europeo. Sebbene l'adozione di tecnologie come Intelligenza Artificiale, cloud, cybersecurity e analisi dei dati sia in crescita, la loro diffusione rimane disomogenea tra i diversi settori economici e gli Stati membri. Lo studio evidenzia inoltre che, nonostante nel 2025 l'Unione europea contasse oltre 20.000 startup nel settore delle tecnologie digitali avanzate, solo una quota limitata è riuscita a trasformarsi in imprese ad alta crescita o unicorni, confermando le difficoltà nel passaggio dalla ricerca e innovazione alla commercializzazione su larga scala.
Infine, la Commissione europea richiama l'attenzione sulla dipendenza dell'Europa da fornitori extra-UE in settori strategici come il cloud, i semiconduttori e le infrastrutture per l'IA, sottolineando la necessità di rafforzare le capacità digitali europee per sostenere competitività e autonomia tecnologica.
I risultati dello studio sono fondamentali per la Commissione nella preparazione al prossimo periodo di programmazione (2028-2034), garantendo che i futuri finanziamenti dell’UE accelerino la diffusione delle tecnologie, assicurino l’autonomia strategica e valorizzino i punti di forza dell’Europa nel settore digitale.
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Il bilancio dell'Unione Europea 2025 su competitività, sicurezza e transizione verde
23 Giugno 2026
La Commissione europea ha adottato il Rapporto annuale sulla gestione e le prestazioni 2025 (AMPR), che illustra i risultati raggiunti dal bilancio dell’Unione europea nel corso dell’anno e il suo contributo nel fronteggiare le molteplici sfide che hanno interessato il continente. Secondo il documento, le risorse europee hanno continuato a sostenere le priorità strategiche dell’UE, rafforzando la competitività economica, la sicurezza, la resilienza e il ruolo internazionale dell’Unione.
Tra i principali risultati evidenziati figura il sostegno alla ricerca e all’innovazione attraverso Horizon Europe, insieme al supporto fornito a start-up e piccole e medie imprese tramite il Consiglio europeo per l’innovazione. Parallelamente, il programma InvestEU ha favorito investimenti nell’innovazione sostenibile, sostenendo oltre 90.000 PMI entro la fine del 2025. Un contributo significativo è arrivato anche dal Fondo per l’Innovazione e dalla piattaforma STEP – Strategic Technologies for Europe Platform, che ha indirizzato risorse verso tecnologie strategiche nei settori puliti, digitali e delle biotecnologie.
Nel 2025 l’Unione europea ha inoltre rafforzato il proprio impegno in materia di sicurezza e difesa. Il nuovo programma Security Action for Europe metterà a disposizione fino a 150 miliardi di euro in prestiti agli Stati membri, mentre circa 400 milioni di euro sono stati destinati nel corso dell’anno all’innovazione nel settore della difesa. Il Fondo europeo per la difesa ha avviato 63 progetti per un valore complessivo superiore a 1 miliardo di euro, mentre il programma di sostegno alla produzione di munizioni ha finanziato 31 progetti con oltre 500 milioni di euro. Anche la piattaforma STEP è stata ampliata per includere le tecnologie della difesa.
La politica di coesione ha continuato a generare impatti concreti nei territori europei. Entro la fine del 2025 sono state sostenute oltre 130.000 piccole e medie imprese attraverso sovvenzioni, prestiti, garanzie e servizi di consulenza. Gli investimenti hanno inoltre contribuito all’incremento della capacità di produzione di energia rinnovabile, all’estensione della banda larga ad altissima capacità per oltre 335.000 abitazioni e alla realizzazione o modernizzazione di oltre 1.000 chilometri di infrastrutture stradali. Nello stesso anno, più di 15 miliardi di euro di fondi della coesione sono stati riallocati per rafforzare la competitività europea.
Anche la Politica Agricola Comune (PAC) ha mantenuto un ruolo centrale nel sostegno alle aree rurali, raggiungendo complessivamente 5,5 milioni di agricoltori, inclusi 311.000 giovani agricoltori, e contribuendo alla creazione di oltre 270.000 posti di lavoro nel solo 2025.
Particolare rilievo assume il continuo sostegno all’Ucraina, che ha beneficiato di 10,7 miliardi di euro attraverso lo Ukraine Facility, confermando l’impegno dell’Unione europea a favore della stabilità e della ricostruzione del Paese.
Dal punto di vista delle priorità trasversali, il 33% delle risorse complessive del bilancio UE e di NextGenerationEU è stato destinato agli obiettivi climatici, il 7,8% alla biodiversità, il 10,1% alla transizione digitale e il 19% ha contribuito direttamente o indirettamente alla promozione della parità di genere.
La Commissione europea evidenzia tuttavia che l’aumento delle crisi e delle sfide impreviste ha ridotto i margini di flessibilità dell’attuale quadro finanziario. Per questo motivo è stata avanzata la proposta di un nuovo bilancio pluriennale 2028-2034 più agile e capace di adattarsi rapidamente all’evoluzione delle priorità europee, mantenendo al contempo la stabilità necessaria per sostenere investimenti di lungo periodo.
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Bilancio pluriennale UE 2028-2034: posizione del Consiglio dell'Unione europea sul nuovo Fondo europeo per la competitività
19 Giugno 2026
Il Consiglio dell'Unione europea ha adottato la propria posizione negoziale parziale sul regolamento che istituisce il nuovo European Competitiveness Fund (ECF), uno dei pilastri del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034.
Il nuovo fondo è stato concepito per rafforzare la competitività europea, sostenere l'innovazione e ridurre le dipendenze strategiche dell'UE nei confronti di attori esterni. Attraverso un quadro unico di finanziamento e uno sportello centralizzato per l'accesso alle risorse, l'ECF mira a convogliare investimenti pubblici e privati verso tecnologie e industrie considerate strategiche per il futuro dell'Europa.
Secondo la proposta, il fondo concentrerà i propri interventi sulle seguenti aree prioritarie: transizione pulita e decarbonizzazione industriale; salute; biotecnologie; agricoltura e bioeconomia; leadership digitale; resilienza; sicurezza; difesa; spazio.
La posizione adottata dal Consiglio introduce inoltre una maggiore integrazione con altri strumenti europei, in particolare con Horizon Europe, al fine di favorire una migliore definizione delle priorità strategiche e una maggiore complementarità tra i programmi di finanziamento. Particolare attenzione è stata dedicata alle PMI, attraverso la previsione di programmi di lavoro dedicati, incentivi per attrarre investimenti privati e il rafforzamento dei servizi di consulenza e accompagnamento alle imprese. Il Consiglio ha inoltre proposto modifiche per rafforzare il coinvolgimento degli Stati membri nella governance del fondo, attribuendo loro un ruolo più significativo nella definizione delle priorità strategiche e nelle procedure decisionali.
Tra gli altri aspetti affrontati figurano il sostegno all'industria europea della difesa e lo sviluppo di nuove capacità nel settore spaziale, incluso il futuro European Earth Observation Government Service (EOGS), destinato a supportare attività di sicurezza e difesa attraverso l'utilizzo di dati satellitari.
Le questioni finanziarie e orizzontali saranno ora affrontate nell'ambito dei negoziati complessivi sul prossimo bilancio pluriennale dell'Unione europea.
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E' disponibile il draft del Report sul Fondo europeo per la competitività del Parlamento europeo
23 Aprile 2026
E' stato pubblicato il Draft Report sullo European Competitiveness Fund (ECF), redatto dai rapporteurs del Committee on Industry, Research and Energy (ITRE) del Parlamento europeo, Christian Ehler e Dan Nica.
L'ECF costituisce un elemento centrale del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale e il documento affronta alcuni aspetti che la Commissione ha lasciato in sospeso nella sua proposta.
In primo luogo, viene contestata la definizione di competitività, che questo draft report suggerisce dunque di aggiungere, partendo dal concetto di produttività.
Si chiede maggiore flessibilità del prossimo bilancio a lungo termine per permettere all'Unione di agire concretamente e velocemente in caso di necessità. Il Fondo per la Competitività garantisce alla Commissione europea un maggiore potere di manovra avendo una propria dotazione finanziaria impiegabile anche in caso di imprevisti, senza dover necessariamente ripensare l'intero bilancio europeo.
Quanto alla connessione tra ECF e Horizon Europe, il documento sostiene che l'attuazione del secondo pilastro di Horizon Europe non dovrebbe essere soggetta alla governance dell'ECF, ma piuttosto essere indipendente e guidata da esperti, pur allineandosi strutturalmente all'ECF.
A questo scopo viene proposta l'introduzione di Horizon Europe Pathway Actions per consentire all'ECF di basarsi sul successo dei progetti finanziati nell'ambito di Horizon Europe nel suo complesso, per ottenere risultati più concreti dai progetti finanziati. La Commissione ITRE chiede l'uso sinergico dei fondi per contribuire agli obiettivi di entrambi i programmi, coprendo sia la ricerca che la commercializzazione per le stesse tecnologie attraverso i partenariati europei e, in particolare, le Joint Undertakings.
Per il programma specifico sulla ricerca in materia di difesa, che deve essere attuato attraverso l'ECF, viene proposta una Defense Advanced Research Projects Agency europea nonché la continuazione della ricerca collaborativa convenzionale in materia di difesa.
Nel settore digitale, invece, per garantire una maggiore rapidità di azione ed un approccio più snello, si auspica l'intervento di programme manager per la progettazione e l'attuazione dei bandi, lasciando ai programmi di lavoro definire bilancio, obiettivi e ambito di intervento.
La bozza di report sottolinea inoltre la necessità di operare una distinzione netta, a livello di linee di bilancio, tra spazio, difesa e sicurezza da un lato e materie prime critiche dall'altro nell'ambito della quarta policy window, sottolineando così l'importanza di disporre di linee di bilancio chiaramente identificabili per ciascuno di questi settori. È fondamentale garantire un finanziamento adeguato per le materie prime critiche nel prossimo QFP.
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EU Inc.: la proposta della Commissione europea per semplificare la vita delle imprese europee
24 Marzo 2026
La Commissione europea ha presentato la proposta per EU Inc., il nuovo sistema di regole societarie unificate che punta a diventare la pietra angolare del cosiddetto “28° regime” europeo.
Si tratta di un quadro opzionale, completamente digitale, pensato per consentire alle imprese di avviare, gestire e far crescere le proprie attività in tutta l’Unione europea con maggiore semplicità e rapidità, superando le attuali frammentazioni normative. Attualmente le imprese innovative europee si confrontano con 27 sistemi giuridici nazionali e oltre 60 forme societarie diverse, una complessità che rallenta la creazione di nuove aziende, aumenta i costi e ostacola la scalabilità. EU Inc. nasce proprio per rispondere a queste criticità, offrendo un unico insieme armonizzato di regole che le imprese potranno scegliere in alternativa ai regimi nazionali, contribuendo a sbloccare il pieno potenziale del mercato unico.
Tra le principali caratteristiche di EU Inc.:
- Registrazione rapida: creazione di una società in 48 ore, con meno di 100 euro e senza capitale minimo.
- Procedure semplificate: invio unico dei dati tramite interfaccia UE e futuro registro centrale europeo.
- Operazioni completamente digitali: gestione aziendale interamente online lungo tutto il ciclo di vita.
- Ripartenza più semplice: procedure di liquidazione e insolvenza semplificate e digitali.
- Migliori condizioni per attrarre investimenti: meno formalità, trasferimento delle azioni semplificato e accesso facilitato ai mercati.
- Maggiore attrattività per i talenti: stock option europee tassate solo al momento della vendita.
- Pieno accesso al mercato unico: libertà di stabilimento con parità di trattamento rispetto alle imprese nazionali.
- Forti garanzie contro abusi: applicazione delle norme nazionali su lavoro e protezione sociale.
- Flessibilità delle azioni: possibilità di diverse classi di azioni per rafforzare governance e controllo.
Parlamento e Consiglio devono raggiungere ora un accordo entro il 2026.
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Consultazione pubblica sul nuovo regolamento generale sugli aiuti di stato
2 Marzo 2026
La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul progetto del nuovo regolamento generale di esenzione per categoria (GBER), con l’obiettivo di semplificare e razionalizzare il quadro sugli aiuti di Stato e allinearlo alle attuali condizioni sociali, tecnologiche e di mercato.
Stati membri e stakeholder potranno presentare osservazioni entro il 23 aprile 2026.
Il regolamento individua specifiche categorie di aiuti considerate compatibili con le norme UE e le esenta dall’obbligo di notifica preventiva alla Commissione, consentendo agli Stati membri di concedere sostegni in modo più rapido, purché siano rispettate condizioni che limitano le distorsioni della concorrenza. L’adozione del nuovo testo è prevista entro la fine del 2026, ovvero prima della scadenza dell’attuale regolamento il 31 dicembre 2026.
Tra le principali novità figurano condizioni semplificate per aiuti di modesta entità destinati a progetti di ricerca e sviluppo o tutela ambientale, con accesso facilitato per PMI e imprese sociali. Rafforzati gli strumenti per le PMI, inclusi finanziamenti del rischio più flessibili e incentivi fiscali, nonché una maggiore semplicità per gli aiuti al funzionamento nel settore delle energie rinnovabili, senza il precedente limite annuale complessivo di 300 milioni di euro per regime.
Prevista anche maggiore chiarezza per gli aiuti agli aeroporti e per quelli concessi tramite strumenti finanziari gestiti da intermediari, oltre all’estensione delle opzioni semplificate di costo e all’abolizione dell’obbligo di valutazione per i regimi con elevata dotazione di bilancio.
Il processo di revisione proseguirà con il confronto tra Commissione e Stati membri, con l’obiettivo di rendere il sistema degli aiuti di Stato più semplice, flessibile e coerente con le sfide attuali dell’UE.
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Pubblicato dall'UE uno studio sull’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale
30 Gennaio 2026
La Commissione europea ha pubblicato uno studio sull’applicazione della Direttiva sull’Applicazione dei Diritti di Proprietà Intellettuale (IPRED), volto a valutare come alcune disposizioni chiave siano effettivamente implementate nei diversi Stati membri.
L’analisi si concentra su cinque aree prioritarie: il principio di proporzionalità nei casi di ingiunzione sui brevetti, il ruolo e l’impatto delle Patent Assertion Entities in Europa, l’uso delle dynamic blocking injunctions per la tutela dei diritti di proprietà industriale, l’interazione tra diritto all’informazione e normativa sulla protezione dei dati, e i costi legati alla distruzione delle merci contraffatte.
I risultati evidenziano notevoli differenze tra i Paesi UE nell’implementazione della direttiva. In particolare, i tribunali nazionali tendono a svolgere una valutazione di proporzionalità limitata nei casi di ingiunzione sui brevetti, mentre le pratiche relative alle ingiunzioni dinamiche e alla condivisione delle informazioni variano significativamente. Lo studio sottolinea inoltre che gli alti costi di applicazione, in particolare per lo stoccaggio e la distruzione dei beni contraffatti, possono scoraggiare le PMI e i titolari di diritti più piccoli dall’avviare procedimenti di tutela.
La ricerca si basa su una revisione approfondita della legislazione e della giurisprudenza in nove Paesi UE, integrata da sondaggi tra stakeholder europei e consultazioni di esperti, garantendo che le conclusioni riflettano sia le pratiche nazionali sia le tendenze a livello comunitario.
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WIPO Global Awards - premi per imprese che valorizzano la proprietà intellettuale
30 Gennaio 2026
I WIPO Global Awards sono premi sulla proprietà intellettuale, frutto di un’iniziativa internazionale rivolta a piccole e medie imprese e start-up che utilizzano in modo strategico i diritti di proprietà intellettuale per generare valore economico e sociale. L'iniziativa si rivolge ad imprese innovative provenienti da 194 Paesi, attive in diversi settori dell’economia e accomunate dalla capacità di integrare la proprietà intellettuale nelle proprie strategie di sviluppo, contribuendo al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
Le candidature sono aperte a start-up e PMI legalmente costituite, con un massimo di 300 dipendenti e un fatturato annuo contenuto, che offrano prodotti o servizi innovativi legati alla proprietà intellettuale e dimostrino una prima presenza sul mercato o una trazione commerciale. È richiesto il possesso di almeno un titolo di proprietà intellettuale, registrato o in fase di richiesta.
Oltre al riconoscimento formale, le imprese selezionate avranno accesso a un percorso di mentorship personalizzata e a un pacchetto di supporto strategico, pensato per facilitare l’accesso a finanziamenti, opportunità di business e reti internazionali. Il programma prevede attività di formazione avanzata, incontri con esperti, occasioni di networking e l’ingresso in una community globale di imprese innovative.
Le domande possono essere presentate fino al 31 marzo 2026.
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EIC Accelerator for Women-led Deep Tech Companies
26 Gennaio 2026
L'11 marzo, online, si terrà l' EIC Accelerator for Women-led Deep Tech Companies, un incontro informativo dedicato alle imprese Deep Tech guidate da donne interessate a candidarsi all’EIC Accelerator 2026.
L’iniziativa è pensata per offrire un supporto mirato a start-up e scale-up a leadership femminile che sviluppano soluzioni Deep Tech ad alto impatto e che intendono affrontare in modo consapevole e competitivo il percorso di candidatura allo EIC Accelerator.
Durante la sessione, le partecipanti riceveranno indicazioni pratiche e operative sul funzionamento dello strumento, sulle principali fasi del processo di selezione e sugli elementi chiave per costruire una proposta solida.
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Nuovo sito “Intellectual Property Support for Small Businesses”
16 Gennaio 2026
La Commissione europea ha lanciato una nuova versione del sito “Intellectual Property Support for Small Businesses”, segnando un passo avanti nell’iniziativa Ideas Powered for Business. La piattaforma è pensata per rendere la gestione della proprietà intellettuale (IP) chiara e concreta, offrendo strumenti pratici, supporto esperto e finanziamenti in un unico hub centrale.
Destinata a tutte le imprese, sia a chi muove i primi passi nella registrazione di marchi sia a chi vuole rafforzare strategie IP più avanzate, la piattaforma è disponibile in 23 lingue dell’UE e offre servizi gratuiti e personalizzati.
Tra le principali funzionalità: consulenza pro bono da esperti IP, finanziamenti UE per supportare la registrazione dei diritti di proprietà intellettuale, strumenti di valutazione online come IP Scan, guide pratiche passo passo, materiali formativi e aggiornamenti su workshop ed eventi dedicati.
Con questa iniziativa, l’UE mira a rendere la protezione e lo sviluppo della proprietà intellettuale un elemento naturale nella crescita delle PMI, rafforzando la competitività e l’innovazione nel tessuto economico europeo.
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Nuovo studio EIB-EC sulla delocalizzazione di startup e scaleup innovative
16 Gennaio 2026
Un nuovo studio pubblicato dalla European Investment Bank, in collaborazione con la Commissione Europea nell’ambito dell’InvestEU Advisory Hub, analizza le ragioni che spingono startup e scaleup innovative a trasferire parte delle proprie attività al di fuori dell’Unione europea e individua possibili leve per rafforzare la capacità dell’Europa di trattenere imprese ad alto potenziale.
I risultati mostrano che, indipendentemente dal settore o dal Paese di origine, le imprese sono attratte da contesti caratterizzati da un accesso più semplice al capitale di rischio, mercati ampi e integrati, quadri normativi più favorevoli e una maggiore disponibilità di competenze commerciali e di vendita con esperienza internazionale.
Lo studio evidenzia inoltre che la rilocalizzazione avviene raramente in modo totale. Nella maggior parte dei casi, le aziende adottano strategie parziali, come lo spostamento della sede legale o delle funzioni di direzione, mantenendo nell’UE attività chiave quali ricerca, sviluppo e ingegneria.
Infine, si suggeriscono una serie di interventi prioritari per rafforzare l’ecosistema europeo dell’innovazione, tra cui una regolamentazione più favorevole all’innovazione, un migliore accesso ai capitali per la crescita, condizioni più attrattive per talenti internazionali e un sostegno più incisivo alle imprese con ambizioni globali.
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Da Lunedì a Giovedì: 9.00 - 12.30 e 14.30 - 17.00; Venerdì: 9.00 - 14.30
Sara Solazzo
Av. Marnix 30 - 1000 Bruxelles
Tel. +39 340.5875067
s.solazzo@pie.camcom.it